Riflessioni poetiche

Nel mio indeciso bagaglio, porto
risas y lagrimas
per questo fugace
viaggio della vita….
fra angeli sterminatori
ciechi diavoli
feroci
contro cieli
e inferni.

Nel labirinto di croci l’angelo della morte
mi ha scrutato
convertendo la mia arte in una espressione mitica e drammatica
in un mondo di mistero e sensualità
dando un forte senso di forza ed emozione.
Ali nere che vibrano
tremando alla luce del giorno
per far scivolare una lagrima nell’oscurità,
e la bocca ha perso la parola,
così passa la vita.

Mi è rimasto solo un sentiero
nel giardino dell’ alba
per capire ogni cosa.
per prendere da questo mio mondo antico
un sogno svanito
dove la voce del pensiero parla al cuore
nel quale immergo i miei nudi piedi.

Per la mia partenza, quando me ne andrò lontano, più che lontano,
quando non avrò a chi rivolgere lo sguardo mio
su un cumulo di rose nere in festa
per far volare
un gran fazzoletto apocalittico
nella mano di Dio.

Battezzo la mia ombra
con sangre bizantina,
scrivo il mio vivere con la piuma della golondrina
e l’ inchiostro azzurro del dolore.

Parlo nel fiore infuocato delle tue bianche ali.
Ali nere che vibrano
fermando la luce del giorno
scivolando nell’oscurità della bocca
che ha perso la parola.

In questa deserta notte di amara bellezza
feroci angeli sterminatori e diavoli cieci
contro cieli e inferni.

Sono un naufrago di questo cielo
vago spogliato del mio corpo
senza memoria,
nel vuoto di questa terra che fu un sogno
dove la mia anima porta il peso dell’esilio.

the science classroom buy baclofen without prescription australia . short. simple. science. buy generic macrobid. share button purchase generic levaquin

La luce di un lampo
i miei occhi ferì: accecandomi.
… in questa abissale caduta mi sono ritrovato
dove lo spirito dell’arte è origine della potenza
dove c’è l’atto solitario dell’essere.

In questa sorda nera notte il mio cuore piange
innaffiando il deserto dei miei occhi
e questa amarezza che mi porto appresso
come un cristo insanguinato
per vedere attraverso la lente di una piaga
il filo azzurro della morente aurora
dove il pianto del vento prega il trionfo dell’anima
per volare inchiodato a una croce.
Tragicamente nella penombra
i miei piedi sono due lacrime che inchiodano le mie ali
per squarciare l’anima mia con cento petali sacri.

Ho sognato con la fuga l’infinito
in preghiera
per il mio addio
seppellendo la mia illusione
ferita mortale di questa terra indolente
di dolente luna.

Scendo vestito di luna nel sogno del chiuso giardino
fra lievi rumori di battiti di ali,
fra sospiri e voci innalzate al cielo.

In questo chiuso giardino
dove il piacere della vita è il dolore del peccato
l’ombra bianca distesa sul mio cammino
all’inizio sospesa in ali di sogno,
intessuta di fiori e incenso.

In mezzo alla notte,
come anima penitente
oggi
guardo questa ombra bianca
fiore aperto doloroso
sono prigioniero
in questo giardino dolente
sono ombra solitaria.

Rimane il segno del mio essere
ogni stella è il mio testimone.
La vita sfiorisce nel mio sguardo
non ho più bisogno della luce che portavo
oggi si tinge di tristezza per camminare
nelle tenebre dove ogni lagrima si converte in una stella.


Sono stanco di vivere, nella malinconia della nebbia
Lasciando il mio corpo , per fare il vagabondo,
me ne andrò per i fili luminosi delle stelle, cercando l’amico che di straniera luce ,
come un mite angelo , canta una placida oscurità ,
dove la mia pittura abbraccia il mistero,
insegnandomi il modo di non svegliarmi più.

Vorrei aprire le braccia è lasciar cadere il mio corpo su la terra.


Fra i fili argentini della tristezza
Udii il canto
Della terra mia
E con il dorato sospiro
Come quando bambino
Accarezzavo le stelle


Nel buio dei miei occhi
Ho visto passare
Le bianche ombre alate
Del nudo amore
Nel sogno muto
Nel mio fiorito cuore
Per cercare nei miei sogni
il ricordo dei miei occhi
nelle nere notti senza luna.


Affondo le mie mani
Nell’acqua serena

Per toccare il fondo dei sogni


.